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Libri Novità
Paolo Bettaglio - Il nocciolo
Euro 10,00
La corrente libera dei pensieri coincide sorprendentemente con le impronte stilistiche ed espressive di un narratore, si diceva tempo fa a proposito di Joyce. Il fluire continuo, ininterrotto, non mediato, non canalizzato all'interno di argini schematizzanti - o ansiosi d'irregimentare un plausibile significato, il messaggio di fondo, il tema dominante - costituisce la naturale scelta del carattere espositivo, che si manifesta pertanto più genuino laddove la negazione di una storia comune, dominante, ossia la tirannide di una trama, offre feconde e molto più felici possibilità di tracciare un'infinità di storie.
La scrittura di Paolo Bettaglio, in questo senso, rappresenta un chiaro esempio di esposizione in corsa all'interno del corso dei pensieri; una libertà assoluta che gioca sull'accumulo e sulla saturazione, sugli accosti, ora analogici ora contrastanti, di tipo lessicale e tematico. I continui salti da un nodo concettuale, appena accennato in un nome, un riferimento o uno scenario, ad un altro di carattere decisamente lontano, offrono potenzialità di lettura creativa, mai imposta, mai noiosa. Bettaglio rende il lettore attivo e vigile, pronto con i propri particolari e personali ganci contenutistici ed analogici a ricostruire, non già uno sviluppo narrativo unitario, né tantomeno un "nocciolo" - come l'accattivante e riuscito depistaggio del titolo sembrerebbe, beffardo, suggerire - bensì un percorso di fruizione. Esso può essere anche solo puramente sonoro, nel vortice degli accoppiamenti annominanti e assonantici tra parole di distanti orizzonti semantici ma avvicinate da ripetizioni sillabiche; oppure può essere di svelta osservazione delle scene, che costituiscono una proteiforme imitazione delle logiche del racconto; infine può anche passare attraverso i gustosi riferimenti all'oggi, il lieve tocco satirico che aleggia su nomi e condizioni del presente, della nostra storia, degli idoli imposti dalla nostra incolpevole appartenenza ad un reale sempre più scollato dall'esistenza dei veri animali pensanti. Ma, appunto, in corsa, come a voler negare, questo sì con un certo voluto compiacimento, qualsiasi importanza persino ad essi, come a volerli togliere da qualunque piedistallo, anche quello della nausea che provocano, del primato della volgarità, della spazzatura in cui pascersi, contenti come suini, alle spalle di chi ha un'anima e la voglia di sognare senza limiti.
Quanto la prosa di Paolo Bettaglio assomigli all'accumulo di attinenti relazioni tipico dei sogni, quelli di quando si dorme, non è possibile quantificarlo; forse molto o forse per nulla affatto. Qualcosa di imitato, caso mai, ma in tutta coscienza, perché dietro questa negazione del racconto, questa caleidoscopica volontà di tranciare ed arrotare ad ogni rigo un quadro differente, si scorge la presenza di scelta compiuta, di una ricerca simbolico-astrattiva dell'esistente, di una precisa, benché naturale, impostazione stilistica di chi gioca con i pensieri e con le parole al fine di restituire bellezza ed attrattiva agli uni come alle altre.
Alessandro Mancuso