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Libri Novità
AURELIO POLO - Voci dal silenzio - pagine 166 - formato 17 X 24 - Prezzo di copertina: Euro 15,00
Questo romanzo ha vinto la XIIIa edizione
del Premio "L'Incontro" - Sez. D - con la seguente motivazione:
Una casa d'accoglienza per malati di mente definiti inguaribili; una struttura sperduta tra i monti di una valle genovese; uno psichiatra dalla straordinaria sensibilità ma antieroe per eccellenza, sradicato, confuso, in aperto contrasto con un mondo che non capisce, costantemente a confronto con i fantasmi del proprio passato e con i rovelli di una mentalità profonda ed inquieta, e per questo reietto quasi quanto i pazienti che gli vengono affidati, come se si trattasse di una punizione. Sono i paradigmi di un romanzo bellissimo, privo di momenti di stanca, che conosce tanto i toni struggenti e toccanti del lirismo romantico e di un eros delicato e coinvolgente, quanto le connotazioni farsesche della commedia, godibili ed esilaranti. Tali pregi non procedono mai per compartimenti stagni ma sono sapientemente compenetrati l'uno nell'altro; nulla ha mai valore di digressione, o di alleggerimento - come vorrebbe la pessima letteratura popolare d'intrattenimento del giorno d'oggi - perché ogni elemento è funzionale al reticolo narrativo della vicenda, che oscilla tra presente e passato offrendo formidabili spunti d'interpretazione del nostro mondo, non soltanto dal punto di vista della medicina psichiatrica. Arricchisce il tutto un'autentica galleria di personaggi straordinari, dal misterioso uomo-uccello che funge da chiave di volta dell'intera vicenda, al medicone alternativo, rozzo, umano ed irresistibile nella sua simpatia.
PREFAZIONE DI UN AUTORE IMMAGINARIO A UN IPOTETICO LETTORE
Spesso, nelle lunghe ore dell'insonnia notturna, scorro questo diario e cerco di immaginare come un lettore potrebbe giudicare i personaggi che vi compaiono (me compreso), le loro azioni, le parole, il linguaggio; sopratutto il mio, che pare a volte uscire dalla logica (anche grammaticale) e soffrire di quelle deformazioni, di quegli sfasamenti spazio- temporali tanto comuni nei malati di mente, malati con i quali la mia professione mi ha imposto di convivere e che forse mi hanno in qualche misura contagiato.
Qualcuno potrà poi obbiettare sull'ambigua oscurità della figura del "Chitarrista"; io la sua vita, ora, la conosco bene, ma a stata proprio la ricerca della sua identità a fare da motivo conduttore a tutte queste pagine, e siccome il testo non ha la pretesa di dare delle risposte - se mai di aprire degl'interrogativi - mi è sembrato più giusto accennarne appena. È un'altra storia, che forse un giorno verrà alla luce, come la mia.
Dopo tante incertezze e propositi di limature e correzioni, ho deciso di lasciare tutto come è uscito dalla mia penna, guidata dalle emozioni dell'ora o dal riaccendersi tormentoso dei ricordi. così mi si vorrà perdonare, in cambio dell'offrirmi inerme, nella mia spoglia e fallibile umanità, al vostro giudizio, qualunque esso sia.
Saverio Ballarin, psichiatra,
direttore della casa di accoglienza per disabili mentali "Le due Fontane".